La serenità in foto di guerra

 

 
Fonte: Archivio Ligure della Scrittura Popolare (storia.dafist.unige.it)
Sul retro dell’originale di questa fotografia venne riportato che si trattava della 9^ Compagnia del III° Battaglione dell’89° Reggimento Fanteria – Divisione Cosseria -. In partenza per la Russia. L’anno, il 1941. La Caserma, la “Gallardi” di Ventimiglia, cui altra volta ho fatto cenno.

Si tratta di un documento che, al pari di quelli che qui seguono, la famiglia dell’ufficiale che li raccolse ha lasciato all’Archivio in parola.
Fonte: Archivio Ligure della Scrittura Popolare (storia.dafist.unige.it)

In questo caso la dicitura parla di ufficiali del Reggimento ad un campo in una località non altrimenti specificata dell’entroterra di Ventimiglia.
Fonte: Archivio Ligure della Scrittura Popolare (storia.dafist.unige.it)

In questa immagine una cerimonia in una piazza di Ventimiglia.

Fonte: Archivio Ligure della Scrittura Popolare (storia.dafist.unige.it)
 
Ufficiali del Reggimento ad un campo, sempre in un punto imprecisato dell’entroterra di Ventimiglia. 
Le annotazioni qui utilmente sottolineano che la partenza per il fronte russo avvenne nel 1942: il Reggimento, come viene ricordato ancora oggi con dolore a Ventimiglia – tanti i giovani della città partiti, tanti i soldati provenienti da altre province, conosciuti dalla popolazione -, ebbe, come tutto il Corpo di spedizione italiano, in quelle lontane terre ingenti perdite.
Fonte: Archivio Ligure della Scrittura Popolare (storia.dafist.unige.it)

Grande contrasto tra la serenità di un gruppo di fanti, di graduati e di ufficiali, al termine di un’esercitazione ancora in territorio ligure, con le tragedie consumate in Ucraina.
Fonte: Archivio Ligure della Scrittura Popolare (storia.dafist.unige.it)
All’ultimo, l’ufficiale, cui si deve questa raccolta, fu destinato all’Albania. E poi alla Grecia. In un altro Reggimento, il 42°.

Fonte: Archivio Ligure della Scrittura Popolare (storia.dafist.unige.it)

Le ultime due fotografie, in effetti, fanno riferimento ai Balcani, dove la guerra, come noto, fu disastrosa per le truppe italiane, che là, una volta saldate le posizioni dai tedeschi, vennero anche largamente impegnate in repressioni contro le popolazioni civili, condotte all’insegna del contrasto contro i partigiani: mi sembra di avere colto qualche segno di questa brutta pagina di storia in alcune parole – rastrellamento, ad esempio – apposte a commento di uno scatto dalla famiglia in questione.

Il conflitto nei Balcani mi fa venire in mente quanti soldati italiani – tanti! – tornarono – quasi tutti previa prigionia nei campi tedeschi – afflitti da perniciosa malaria. E la condanna della guerra in generale – in particolare della scellerata scelta di belligeranza, imposta al nostro Paese dal fascismo – mi appare implicitamente rafforzata da immagini come queste – ed altre similari del repertorio cui ho attinto – cercate di tutta evidenza da quel capitano allo scopo di tranquillizzare i propri cari lontani.
 
Mi sembra importante, infine, lo sforzo di valorizzazione della cultura popolare che compie, come altri in Italia, il richiamato Istituto genovese.
La serenità in foto di guerraultima modifica: 2013-06-15T12:59:51+02:00da amaini
Reposta per primo quest’articolo
Questa voce è stata pubblicata in blog life e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento