L’Angst a Bordighera

L’altra settimana mi si é offerta in modo del tutto casuale la possibilità di riprodurre immagini d’epoca dell’Hotel Angst di Bordighera, a lungo uno dei vanti della città. Ne appaiono diverse sul Web. Per la prima volta ne tocco alcune in veste originale. Man mano che le esamino tramonta in me, tanto le trovo interessanti, l’impulso di trattare il tema con il tono – inizialmente ispiratomi anche dal ricadere per l’ennesima volta in un discorso relativo a cartoline e a Bordighera – della celia, tono che eventualmente potrò tentare di adottare altra volta.
Mi é stato fornito in visione anche un depliant in lingua russa di quella magnifica struttura turistica, di tutta evidenza antecedente alla prima guerra mondiale.
Opuscolo che si apre con note illustrative di Bordighera, tra le quali non poteva mancare una fotografia della Chiesetta di S. Ampelio.

Ho selezionato qualche pagina.
Sono immagini che, credo, non hanno necessità di particolari commenti.

Si tratta – ripeto – di cartoline e di una sorta di catalogo originali.

Sono, tuttavia, in possesso da tempo di pubblicazioni abbastanza recenti, cui potrei attingere per provare a sintetizzare i fasti lontani dell’Angst.

Preferisco che parlino da sole le immagini che qui pubblico.

Che portano, soprattutto, alla Belle Epoque, quando nella sottostante Via Romana sostavano eleganti carrozze a cavallo per servire i clienti di quel superbo esercizio. E con tutta probabilità un anello di ferro ancora infisso nel muro di una villetta là vicino riporta con il pensiero ai tempi lontani di aitanti quadrupedi legati in attesa di prendere servizio.

Ma oggi l’Angst é nelle condizioni riscontrabili in questa fotografia.
Adibito durante l’ultimo conflitto ad ospitare famiglie sfollate in genere dalla costa, non più lontana di qualche centinaio di metri, ma maggiormente colpita dai bombardamenti via mare, non riprese in seguito l’attività, per avviarsi ad inesorabile degrado.
Quando ho fatto gli scatti circa il presente stato dell’arte pensavo a un mio uso personale, tanti sono i ricordi, confusi, di famiglia, anche intesa in senso largo, che mi affollano la mente. Non essendomi documentato in merito, riferisco con il condizionale, tanto é fallace la mia memoria, che probabilmente l’albergo, come, ad esempio il vicino Continentale, durante la fase finale dell’ultima guerra ha visto la presenza di un distaccamento o di ufficiali tedeschi, il che potrebbe spiegare gli evidenti segni degli eventi bellici.
Bloccata per decenni per vincoli prettamente turistici l’aspirazione di proprietà, credo, succedutesi nel tempo, di realizzare una ristrutturazione a residence, una volta sbloccata la situazione qualche anno fa’ con il solito squillante annuncio tipico dei grandi investimenti immobiliari, appena avviati dei lavori nel parco, questi si sono presto interrotti senza, per quanto ne sappia io, spiegazioni ufficiali, anche se penso possano avere anche influito parte delle vicende che hanno portato allo scioglimento – per infiltrazioni mafiose – del consiglio comunale di Bordighera.
In ogni caso, mi spiace vedere nel degrado un edificio una volta così imponente, anche se nato per soddisfare le esigenze di ricche persone. Il che mi fa, inoltre, tralasciare il ricordo dell’unica escursione abusiva colà condotta, poco più che adolescente, con compagni di giochi di quella lontana estate. Mi pare che “angst” in tedesco voglia dire paura: forse ci fu qualcosa di profetico nel cognome del proprietario eponimo dell’albergo.
L’Angst a Bordigheraultima modifica: 2013-01-13T18:03:07+01:00da amaini
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