Camporosso, qualche ricordo

Fotografie appena viste su Facebook mi hanno fatto venire in mente un discorso leggero su Camporosso (IM), vasto comune che chiude a levante sul mare la Val Nervia, dopo averne occupato un considerevole tratto terminale. E sul suo centro storico in particolare.

Qui sopra una parte del lato di ponente della Palazzina Municipale, costruzione ben restaurata, ma antica.

E qui l’altra coté, che si affaccia sulla piazza centrale del paese.

In questa occasione sto – faccio per dire! – più sul moderno. Rimando la pubblicazione di immagini dei fascinosi caruggi, della Chiesa di S. Marco, dell’Oratorio (che un po’, tuttavia, si intravvede).

 

D’altronde su Camporosso e sulla sua storia qualcosa avevo già postato.

Non era una cantina (quella, piuttosto, nelle mie frequentazioni era a Latte di Ventimiglia), perché ricordo delle scale da salire, ma accanto a quella chiesa, oggi ben tenuta, c’era (magari é rimasto, ma ormai sono ben più out di allora!) il classico – dell’epoca – ritrovo privato, rimediato alla bell’e meglio, per ballare tra amici, molto conosciuto, credo, non solo nella vallata.

Questo angolo mi riporta, invece, alla prima volta in cui, forse, ho messo piede in Camporosso. Come mi ha confermato un vecchio amico d’infanzia, che mi ha reso poco tempo fa’, parlandone, convinto del fatto che in quel caso non avevamo proseguito per Dolceacqua. A me, comunque, resta impresso il ricordo di un porcospino, animaletto che mi desta tenerezza da allora, ben prima della lettura del racconto di Antonio Gramsci: forse faccio confusione, perché tra gli scatti di famiglia ne rammento con tristezza uno che ritrae una povera volpe legata ad una catena.

Camporosso, qualche ricordoultima modifica: 2012-11-24T10:39:10+01:00da amaini
Reposta per primo quest’articolo
Questa voce è stata pubblicata in blog life e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento