Missione partigiana “Corsaro”

dsc_00431Dopo lo sbarco alleato del 30 agosto 1944 sulla Costa Azzurra, il Comandante Partigiano Stefano “Leo” Carabalona invia agli amici della Resistenza di Ventimiglia, Giulio Pedretti e Pasquale Corradi, quattro militari anglo-americani (n.d.r.: come in effetti si riporta anche qui, in “La missione Flap”), PauI Morton da Toronto (Canada), Cap. Geoffrey Long – Pretoria (S.A.), W. Mac Lelland – Lanark (Scotland) e Maurice R. Larouche – Detroit (USA), che dovevano raggiungere la zona liberata, dove sono condotti di nottetempo con una barca a remi, che li porta a Montecarlo.

Pedretti e Corradi, intendendo continuare questa loro attività, passano in forza al Comando Americano deIl’O.S.S. di Nizza. Inizia così la missione che dal nome di guerra del Pedretti sarà conosciuta come «Missione Corsaro» e avrà per compito:

1)  collegamento fra truppe alleate e reparti partigiani;

2)  raccolta e trasmissione di informazioni militari;

3) asilo, assistenza e smistamento dei componenti delle missioni alleate da e per l’Italia e dei partigiani che dovevano espatriare.

Tornati a Ventimiglia col materiale necessario, fra cui due radio ricetrasmittenti, iniziarono la loro attività negli appartamenti delle famiglie Pedretti e Corradi e di Renato Sibono, tenente di artiglieria. I collegamenti con le forze partigiane erano assicurati dal maggiore degli alpini Raimondo e dal figlio, che si prodigarono, anche assieme ai sigg. Efisio Loi e Albino Machnich nella raccolta delle informazioni militari.

Numerose missioni alleate vennero facilitate ospitando i com­ponenti, fornendoli di carte di identità e tessere annonarie procurate dall’impiegato comunale Arturo Viale, ed aiutandoli a raggiungere Imperia dove arrivava la ferrovia.

Dopo l’occupazione di Pigna da parte dei tedeschi, sei partigiani del Comando della V^ Brigata: Stefano Carabalona (Leo), Antonio Longo, Tullio Anfosso, Giulio Licasale, Luigi Gastaudo e Filatro si rifugiarono in casa Pedretti. Dopo 15 giorni di permanenza resa necessaria dall’accresciuta sorveglianza, vengono portati in Francia dove anche i componenti del Gruppo “Corsaro” trasferiscono la loro base, nella villa Petit Rocher, sita nella baia di Villafranca.

Di qui le missioni continuano quasi giornalmente sino alla fine delle ostilità, e viene istituito un regolare servizio di rifornimenti di armi, medicinali e viveri per i partigiani italiani tramite le S.A.P. (n.d.r.: più note come Gruppo Partigiano Sbarchi) di Vallecrosia.

Al Petit Rocher il Comando alleato aveva anche creato una scuola sabotatori, frequentata da numerosi Ventimigliesi fra cui Paolo Loi, Giuseppe Stroppelli, Giovanni Leuzzi, Ampelio “Elio” Bregliano (n.d.r.: invero, di Vallecrosia) e Renato Dorgia (n.d.r.: invero, di Vallecrosia), che furono parecchie volte condotti nel territorio italiano occupato dai tedeschi per azioni di sabotaggio.

Da “MARTIRIO E RESISTENZA della Città di Ventimiglia nel corso della 2^ Guerra Mondiale”  < Relazione per il conferimento di una Medaglia d’Oro al Valor Militare – Edita dal Comune di Ventimiglia (IM), 10  aprile 1971 – Tipografia Penone di Ventimiglia (IM) >

Missione partigiana “Corsaro”ultima modifica: 2012-09-15T10:07:04+02:00da amaini
Reposta per primo quest’articolo
Questa voce è stata pubblicata in blog life e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento