Nuova Resistenza – di Guido Seborga

Non sempre mi riesce d’indugiare

Tra palma e palma
E il forte movimento delle foglie scarne

Piene di vento.

Non sempre la luce calda del mare
Mi avvolge per farmi tacere nel senso
Antico dell’ozio.

Come splende il sole nell’alba
Incantevole d’oriente

Illumina la mia forza vitale
Felicità della lotta.

Non sempre mi riesce d’indugiare calmo
Nei ricordi ma avanza il tempo

L’ora si frantuma ed i popoli d’Africa
Urlano alla vita il loro dolore

E soffre la grande Spagna e l’inquieto Portogallo.

Questi popoli me li porta la sabbia rossa
Che con lo scirocco giunge a granuli

Sino al giardino di casa e rivivo

Ore lontane che i giovani raccolgono
Nella nuova resistenza dei popoli.

Veglio sino al mattino coi giovani
Che mi fanno raccontare storie partigiane
Che avevo dimenticato e pensavo

Di non più narrare ma giovani fieri
Dal loro corpo agile e tenere fanciulle

Dagli occhi neri che abbagliano.

Li guardo stupito di essere amato

Da loro ogni mio vecchio sacrificio
Acquista un senso che credevo perduto.
..

Penso ai compagni morti a Renato

A Beppe a Franco e racconto la storia
Dei loro amori e mentre il vento caldo

Passa attraversa le foglie lacerate delle palme
Devo ancora narrare dell’ora triste della morte.

Guido Seborga, 1962

Nuova Resistenza – di Guido Seborgaultima modifica: 2012-04-26T19:45:36+02:00da amaini
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