Quella palestra di Ventimiglia, quanti ricordi!

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Nella foto qui acclusa si può notare il cortile della storica palestra di Ventimiglia (IM), dove per decenni, anche dal lontano centro storico, ragazzini ed allievi di avviamento, medie inferiori ed istituti superiori della città di confine svolgevano le loro lezioni di educazione fisica. Prima che ogni scuola se ne dotasse in autonomia. Messa da me su Facebook un’immagine d’anteguerra di questo edificio, in diversi commenti é emersa la memoria di quanto ho appena evidenziato, ma ancora altro. Dopo di che ho rinverdito altre testimonianze, che prima o poi cercherò di illustrare.

Intanto, quelle prime condivisioni fatte a caldo …

Se non sbaglio le 3 lettere stanno per Opera Nazionale Balilla. Non so cosa ne han fatto ora, ma io da bambino ho passato delle belle ore, sia a mangiare che suonare, ginnastica e rompermi la testa in palestra!!!

Il nome era “GIL” Gioventú Italiana del Littorio – finita la guerra é diventata un sala da ballo…..popolare – poi cinema “Libertá” poi palestra per le scuole – andando dietro sotto dove c´era la mensa, adesso c´é una palestra di Judo –

nel 46 quando venni ad abitare li vicino non era cosi’ in ordine come nella foto. Ricordo subito dopo il cinema “liberta” e poi la palestra di box di Musina e poi lo Judo del maestro Botton (OAS)….e poi e poi siamo cresciuti,

tutti abbiamo fatto ginnastica lì dentro…andandoci a piedi, prima da via Dante e poi da via Roma, e tutt’ora è così……

Mi ci sono rotto il naso lì dentro … tanti anni fa.

Anch’io ho dei vivi ricordi di famiglia di quella mensa aperta nella palestra, finita la guerra. Anch’io ho fatto tra quelle mura la … mia brava gavetta.

A sapere scrivere di storia, gli sviluppi in materia sarebbero forse ancora più interessanti. Non va dimenticato, come si evince da quanto detto sopra, che la costruzione risale ad epoca fascista. Lo scopo principale era di contenere le iniziative para-militari di quel regime, che coinvolgevano subdolamente bambini, adolescenti e giovani.

Voglio citare almeno un episodio. C’era un pescatore, di quelli impegnati a portare in salvo gli ebrei in Francia, destinato in seguito ad una vita pubblica molto intensa, che al premilitare si presentava scalzo, sostenendo che in famiglia – cosa non proprio vera – non c’erano soldi per le scarpe. Il “centurione” lo rimandava allora puntualmente a casa. E quel ragazzo si sentiva soddisfatto di avere intanto compiuto quel piccolo gesto di libertà. Per lui certo non l’unico.

Quella palestra di Ventimiglia, quanti ricordi!ultima modifica: 2012-03-26T18:02:00+02:00da amaini
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